Mastoplastica ricostruttiva e correttiva

I tessuti della mammella, sia femminile che maschile (più raramente), possono purtroppo subire una evoluzione in senso neoplastico, che comporta la necessità di asportazioni più o meno ampie e, contemporaneamente o successivamente, di una ricostruzione che sia più accurata possibile onde consentire una vita completa e psicologicamente serena.

A tale scopo possono essere utilizzate una serie di differenti tecniche in funzione della soggettività del paziente e del tipo di ricostruzione da ottenere. La moderna chirurgia oncologica tende sempre più a risparmiare porzioni sempre maggiori di tessuti mammari e ciò consente, il più delle volte, al chirurgo plastico di utilizzare espansori e protesi mammarie per ottenere una adeguata plasticità della mammella. Piccoli innesti di cute permetteranno inoltre la ricostruzione del complesso areola-capezzolo. La mammella controlaterale potrà essere liftata (mastopessi) o ridotta (mastoplastica riduttiva) ove necessario, per bilanciarsi e simmetrizzarsi con la mammella ricostruita. Ove la demolizione sia più estesa, potrà rendersi necessario l’utilizzo di tecniche più complesse che prevedono l’utilizzo di lembi compositi.

L'intervento

Ad esclusione di questi ultimi casi, gli interventi sono ormai standardizzati: hanno una durata di circa 90/120 minuti, vengono eseguiti in anestesia generale od in sedazione più o meno profonda con associata anestesia locale, richiedono una notte di degenza e non determinano disturbi di rilievo.

L’intervento di ricostruzione mammaria con l’uso di espansore e protesi richiede almeno due tempi operatori:

  • posizionamento dell’espansore;
  • rimozione dell’espansore, definizione del solco sottomammario, ed inserimento di un’adeguata protesi mammaria.

Tra il primo ed il secondo tempo operatorio il paziente dovrà sottoporsi con cadenza variabile (da 1 a 3 settimane) a periodici riempimenti dell’espansore con soluzione fisiologica. Tali riempimenti, assolutamente non dolorosi ma solo forieri di un po’ di tensione gravativa al torace, sono necessari per permettere una giusta distensione dei neo-tessuti mammari.
La ricostruzione del complesso areola-capezzolo e l’eventuale simmetrizzazione della mammella contro laterale potranno avvenire in un terzo tempo chirurgico o, direttamente, nel corso del secondo.

L’intera procedura richiede, quindi, un certo periodo di tempo (da 3 a 9 mesi), durante i quali è sempre fortemente consigliato l’uso di un reggiseno contenitivo.

Chirurgia Mammaria Correttiva

Talora la forma della mammella non rispecchia i desideri della donna (mammelle tuberose con forma allungata, mammelle con attaccatura troppo stretta sul torace), ed in altri casi piccole imperfezioni (capezzoli troppo grandi o introflessi, areole vistosamente sproporzionate) possono disturbare più di grandi difetti.

L'intervento chirurgico di mastoplastica correttiva può risolvere queste problematiche con un risultato definitivo, ottenendo un seno compatto e tonico, di forma più armoniosa. Anche le piccole imperfezioni vengono risolte per lo più con interventi in anestesia locale associate a leggera sedazione in regime di day-hospital. Revisione di precedenti interventi chirurgici non soddisfacenti, revisioni cicatriziali, esiti di contrattura capsulare, sono anche essi oggetto di chirurgia correttiva mammaria.